Mettersi a dieta non dovrebbe significare vivere di rinunce. Dimagrire in modo equilibrato significa principalmente cambiare abitudini e rapporto con il cibo. Prima o poi capita a molti. Ci guardiamo allo specchio, saliamo sulla bilancia oppure ci accorgiamo semplicemente che alcuni vestiti non ci stanno più come prima e pensiamo che sia arrivato il momento di mettersi a dieta.
Fin qui niente di strano. Il problema comincia quando alla parola dieta associamo automaticamente fame, calorie da contare, alimenti proibiti e una bilancia sulla quale salire ogni mattina in attesa di un verdetto. Forse è proprio questo il primo errore da correggere.
Dimagrire, quando è realmente necessario, non dovrebbe significare trascorrere qualche settimana combattendo contro il cibo. Dovrebbe piuttosto diventare l’occasione per modificare alcune abitudini e costruire un rapporto con l’alimentazione che possa funzionare anche quando la dieta, intesa nel senso comune del termine, sarà terminata. Del resto mangiare non significa soltanto introdurre energia e nutrienti. Il cibo è piacere, cultura, abitudine, convivialità. È il pranzo della domenica, una cena con gli amici, una ricetta che ci ricorda qualcuno. Ed è anche per questo che perdere peso può essere molto più complesso della semplice equazione tra calorie introdotte e calorie consumate.
Perché vogliamo dimagrire
Non tutti decidono di perdere peso per lo stesso motivo. C’è chi desidera eliminare qualche chilo accumulato negli ultimi mesi, chi vuole sentirsi più agile e chi, invece, deve intervenire su sovrappeso o obesità nell’ambito di un percorso che riguarda direttamente la propria salute. Sono situazioni diverse e come tali dovrebbero essere affrontate. Soprattutto quando il peso rappresenta un problema clinico o sono presenti patologie, terapie farmacologiche o particolari condizioni fisiologiche, improvvisare una dieta trovata online è una scelta poco prudente. Un professionista qualificato può valutare lo stato di salute, le abitudini alimentari, l’attività fisica e gli obiettivi individuali, costruendo un percorso realmente sostenibile.
C’è poi una domanda meno tecnica, ma altrettanto importante. Perché vogliamo dimagrire?
Voler migliorare la propria salute è cosa ben diversa dall’inseguire modelli estetici irrealistici. Una dieta costruita sull’insoddisfazione permanente rischia infatti di trasformare ogni pasto in un esame e ogni deviazione dal programma in un fallimento. E, non mi sembra un buon punto di partenza.
Il cibo non è soltanto nutrimento
La fame è un bisogno fisiologico, ma noi esseri umani raramente mangiamo esclusivamente perché abbiamo necessità di energia. Mangiamo insieme agli altri, festeggiamo mangiando, cuciniamo per qualcuno a cui vogliamo bene. A volte mangiamo perché siamo annoiati, nervosi, stanchi o stressati. E può capitare di usare inconsapevolmente il cibo come ricompensa. Questa componente emotiva e sociale non rappresenta necessariamente un problema. Diventa però importante riconoscere quando il cibo viene utilizzato sistematicamente per rispondere a esigenze che con la fame hanno poco a che vedere.
Capire quando mangiamo per necessità e quando lo facciamo per abitudine, compensazione o noia è già un primo passo verso una maggiore consapevolezza.

Una dieta sana non è una punizione
La parola dieta meriterebbe forse di essere riabilitata. Deriva dal greco diaita e richiama un modo di vivere, non semplicemente un periodo di restrizione alimentare. È una distinzione tutt’altro che teorica. Se consideriamo la dieta come una parentesi fatta di sacrifici, prima o poi quella parentesi dovrà chiudersi. E che cosa accadrà dopo? Il vero obiettivo dovrebbe essere trovare un’alimentazione equilibrata da poter mantenere nel tempo.
Questo significa privilegiare un’alimentazione varia, con verdura, frutta, legumi, cereali, fonti proteiche adeguate e grassi di buona qualità, limitando invece l’eccesso di zuccheri, sale e prodotti fortemente trasformati. Ma attenzione a non trasformare il frigorifero in una lavagna con due colonne, cibi buoni e cibi cattivi. Conta l’alimentazione nel suo complesso. Una fetta di torta durante una festa non rende improvvisamente sbagliato un buon regime alimentare, esattamente come un’insalata a pranzo non compensa settimane di abitudini poco equilibrate.
Dieci principi che possono fare la differenza
Non esiste un decalogo capace di far dimagrire chiunque. Esistono però alcune regole di buon senso che possono rendere il percorso più efficace.
Prima di tutto osserviamo il nostro rapporto con il cibo. Mangiamo per fame oppure perché siamo annoiati? Arriviamo a cena affamati perché abbiamo saltato i pasti precedenti? Sgranocchiamo qualcosa senza neppure rendercene conto? Poi impariamo a mangiare meglio, senza cercare la perfezione. Più alimenti semplici, maggiore varietà, porzioni adeguate e meno automatismi. Riscopriamo anche il sapore degli alimenti. Verdura di stagione, legumi, cereali, pesce, frutta e olio extravergine d’oliva possono costruire un’alimentazione sana senza trasformarla in qualcosa di triste o monotono. E soprattutto diffidiamo delle scorciatoie. Le diete che promettono perdite di peso rapidissime senza un protocollo sicuro e senza la giusta integrazione, digiuni improvvisati o risultati senza alcun cambiamento delle abitudini dovrebbero accendere più di una lampadina.
Altrettanto importante è non vivere ogni scelta come una privazione. A volte è più utile chiedersi che cosa possiamo aggiungere alla nostra alimentazione per migliorarla, invece di concentrarci soltanto su ciò che dobbiamo eliminare. Anche la bilancia va rimessa al proprio posto. Il peso è un’informazione, non un giudizio. Le oscillazioni quotidiane possono dipendere da numerosi fattori e non raccontano, da sole, la qualità del percorso.
Infine, muoviamoci. Non per “scontare” ciò che abbiamo mangiato, ma perché l’attività fisica fa parte di uno stile di vita sano. Camminare regolarmente può essere molto più utile di programmi estremi seguiti soltanto per pochi giorni.
La Dieta Mediterranea come stile di vita
Quando parliamo di alimentazione equilibrata, noi italiani abbiamo a disposizione un patrimonio culturale importante.
La Dieta Mediterranea non è una semplice lista di alimenti, non è nemmeno una dieta dimagrante in senso stretto o una tabella nutrizionale. È un modello che valorizza cereali, verdura, frutta, legumi, olio d’oliva, pesce e prodotti legati alla stagionalità, senza dimenticare la convivialità e il piacere della tavola. Ed è proprio questo concetto di stile di vita a essere interessante.
Possiamo seguire per un mese il programma alimentare più preciso del mondo, ma se alla fine torniamo esattamente alle abitudini che ci avevano portato al punto di partenza, che cosa abbiamo realmente imparato? Il vero risultato non è soltanto perdere peso. È arrivare al momento in cui mangiare meglio, muoversi di più e ascoltare il proprio corpo non sembrano più una dieta, ma semplicemente il modo normale di prendersi cura di sé.
| Dr.ssa Laura Casciello Laureata presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, biologo specializzato in nutrizione con conseguimento di un master in aspetti teorico-pratici della nutrizione e un master in diete e terapie nutrizionali chetogeniche con attenzione agli integratori e nutraceutici. Da anni responsabile scientifico aziendale nella produzione di integratori alimentari, consulenza ed assistenza per clienti e specialisti del settore, stesura e redazione di materiale scientifico e responsabile filiera di controllo HACCP. Leggi altri articoli dello stesso autore… |
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